Parliamo di sesso. Le voglie si fanno più dolci, meno impetuose, più rarefatte e rare. All'inizio non me ne davo pace: ma come? se non si fa sesso almeno tre volte la settimana...aiuto, non è più amore!
Amore è invece ascoltare le proprie voglie e, se si ha la fortuna di avere un compagno, provare a condividerle e a trovare tempi e ritmi comuni. Ho detto una banalità, vero? Ecco, invece ci ho pensato un po' a questa cosa e, onestamente, non mi pare affatto ovvio. Ascolto le altre donne che trovo lungo il mio stesso viaggio: molte, come me all'inizio, sono prese dall'ansia "da calo del desiderio". E qui sta la fregatura.
Una cara amica mi ha detto: la mia menopausa mi ha colto alle spalle. Ero poco più che quarantenne e un giorno, puff, è finito tutto (il ciclo intendeva). Era molto dispiaciuta. Lo era perché a cinque anni di stanza da quel giorno ciò che le manca di più è la libido «Si è smarrita totalmente», mi ha detto. Poi ha aggiunto: «Io sono sempre stata una abbastanza arzilla, non mi sono fatta mancare nulla. Il sesso è sempre stato parte della mia quotidianità e ho avuto la fortuna di incontrare uomini all'altezza dei miei desideri (beata lei, no? nda). Quando non ho più avuto impulsi ci sono rimasta male. Mi manca una parte della mia vita, quella che ho sempre conosciuto». Ci siamo confidate certi piaceri del sesso a due o solitari, che spesso sono stati capaci perfino di alleviare dolori profondi dell'anima: l'esercizio della sessualità come pratica di elevazione dello spirito o ubriacatura esorcizzante. La mia libido non è ancora anestetizzata, per ora solo più tranquilla, ma è probabile che tocchi in sorte anche a me la sua dipartita: è spesso una delle principali conseguenze della menopausa. E allora? Diciamocelo: se una ha praticato l'arte del sesso o semplicemente ci ha dato dentro abbastanza :-) per 30/40 anni, certe cose non è che oggi l'entusiasmerebbero come quando la pulsione portava a buttarsi non-importa-dove come in preda a un fuoco da domare. Anche perché il non-importa-dove oggi potrebbe essere talmente scomodo da lasciare postumi anche per più di un giorno (mai sofferto di mal di schiena? dolori alle ginocchia? indebolimento dei muscoli delle braccia?). In questo, si, non c'è più l'elasticità di un tempo. Diciamo che un'alcova più soffice diventa se non un'esigenza, un punto di partenza auspicabile.Qualcuno mi ha detto: questo è il tempo che ci è dato per scoprire lo slow eros. Ora, intanto bisognerebbe capire che cosa significa: pazienza, necessita tempo, diversa fantasia, ironia, gioco? Tornare come adolescenti ad affacciarsi con pudore alla scoperta del corpo? Chissà. Alla fine della chiacchierata con la mia amica libido-less a una conclusione certa ci siamo arrivate: l'importante è averlo fatto, molto, bene (anche male, certe volte), spesso e avendo realizzato anche una certa collezione di fantasie. Ecco, questo fa la differenza - ci siamo dette. Perché perdere la libido senza averla sperimentata abbastanza, questo si che è frustrante. E allora abbiamo fatto un patto: dire a tutte le under 50 di darsi da fare, di non penalizzare le voglie finché ce ne sono. Perché se non si fa a tempo debito, dopo, il dispiacere non è aver perso la libido, ma non averla vissuta. Quando non c'è più, o si fa più sfuggente, pensandoci bene, non manca lei, ma il suo ricordo. L'ansia sta lì. E frega. Frega anche quei più rarefatti momenti in cui riappare. È una questione di parametri: ogni età ha la sua misura. E non per tutte è la stessa. Dunque, ragazze under 50: fatelo e bene.